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Cerchi del kart: guida completa a materiali, misure e scelta

Immagine del redattore: Sergio – TKS RaceLab
Sergio – TKS RaceLab
17 ago
Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 5 set


Cerchi anteriori e posteriori per kart da competizione

Il cerchio è uno dei componenti più sottovalutati del kart. Si parla sempre di gomme, assetto, carburazione, e il cerchio finisce in fondo alla lista, quando invece è l'anello che collega tutto il resto alla pista. Un cerchio sbagliato, o semplicemente usurato, può vanificare ore di lavoro sull'assetto.

Questa guida copre tutto: materiali, misure, come si sceglie e quando sostituirlo.

Magnesio o alluminio: non è solo una questione di peso

Il magnesio è diventato lo standard nel karting sportivo, principalmente perché a parità di peso è nettamente più rigido dell'alluminio. La differenza che conta davvero in pista, però, non è solo strutturale: riguarda soprattutto come il cerchio gestisce il calore della gomma.

Il magnesio ha una capacità di dissipare il calore superiore all'alluminio: mantiene più fredda sia la gomma sia l'aria contenuta al suo interno, con una temperatura più omogenea durante tutta la sessione. Per questo è la scelta preferita su pista calda, molto gommata o nei turni lunghi, dove il rischio è surriscaldare la gomma.

L'alluminio, al contrario, fatica a smaltire il calore: tende a far salire la temperatura dell'aria racchiusa tra cerchio e gomma, aumentando pressione e temperatura del battistrada. In condizioni di freddo o pioggia questo è un vantaggio, perché aiuta la gomma a raggiungere più in fretta la temperatura di esercizio e a innescare il grip sull'asfalto. Il magnesio, inoltre, è più sensibile alla corrosione dell'acqua rispetto all'alluminio, un motivo in più per preferire l'alluminio sul bagnato.

Oggi l'alluminio è quindi diventato quasi una scelta "di condizione" (pioggia, freddo, formati brevi) più che uno standard generale, mentre il magnesio copre la maggior parte dell'uso sportivo su asciutto e nei turni più lunghi.


Set cerchi in magnesio AMV 6 fori Oxitech 130-212mm

Perché i cerchi anteriori e posteriori non sono uguali (e perché esistono più misure per lato)

Il kart monta gomme di larghezza molto diversa tra anteriore e posteriore: davanti servono precisione e reattività nello sterzo, quindi si usano gomme più strette (indicativamente attorno a 4,5 pollici, che corrispondono a cerchi da 130-132mm); dietro serve trazione, quindi si usano gomme molto più larghe (fino a 7,1 pollici e oltre, su cerchi da 210-212mm e superiori). Questa differenza segue le stesse misure usate anche nelle omologazioni CIK-FIA per le principali categorie.

Perché esistono misure così vicine, come 130 e 132mm, o 210 e 212mm? Non è un dettaglio casuale: servono soprattutto a due cose. La prima è la compatibilità con il tallone della gomma, che varia leggermente da un produttore all'altro. La seconda riguarda quanto la gomma si sposta verso l'interno o verso l'esterno rispetto al mozzo quando cambia la larghezza del cerchio: un ritocco fine della carreggiata, utile in fase di messa a punto.

Sull'effetto pratico, tecnici e piloti che lavorano sulla messa a punto concordano su un principio: montare una gomma su un cerchio più largo la "stira", mettendo in tensione il fianco e riducendone la flessione laterale; su un cerchio più stretto, la stessa gomma flette di più sul fianco. Una gomma più tesa tende a ridurre l'aderenza meccanica immediata del posteriore e a rendere il retrotreno leggermente più libero; una gomma meno tesa aumenta la flessione del fianco e l'aderenza meccanica. Per questo, a parità di gomma, c'è chi sceglie un cerchio leggermente più stretto quando cerca più aggancio al posteriore, e uno più largo quando vuole liberare il kart.

Va detto con chiarezza: la differenza tra due misure vicine come 210 e 212mm resta piccola, ed è più una questione di compatibilità tecnica con gomma e mozzo che un vero strumento di messa a punto. Il salto che cambia davvero il comportamento del kart è quello tra famiglie di misura più distanti: per esempio il cerchio posteriore da 180mm, tipico della categoria Mini (kart più piccoli e leggeri, con gomme più strette su tutta la linea), contro i 210-212mm delle categorie superiori come OK e KZ.

Montare comunque un cerchio della misura sbagliata, o non compatibile con la gomma montata, altera il comportamento in modo silenzioso: il kart può sembrare "strano" in curva senza un motivo apparente, quando la causa è semplicemente un abbinamento cerchio/gomma non coerente.


Quattro cerchi per kart DWT smontati e senza gomma, vista sul lato interno e sul lato di fissaggio al mozzo

Come capire se hai scelto i cerchi kart sbagliati

Il segnale più affidabile è la differenza di pressione della gomma tra prima e dopo un turno in pista: se al rientro ai box la pressione è salita di oltre 0,25-0,30 bar sui cerchi in magnesio, o oltre 0,30-0,35 bar su quelli in alluminio, significa che il kart sta scivolando. Una gomma che scivola si scalda troppo, trasmette calore all'aria racchiusa tra cerchio e battistrada, e questa a sua volta fa salire la pressione.

Anche l'aspetto visivo della gomma aiuta a capirlo: una superficie asciutta e poco "appiccicosa" indica che il kart scivola e servirebbe un cerchio che generi più aderenza; una superficie "unta" e più scura indica invece che l'aderenza è corretta. Se la gomma risulta rovinata solo davanti o solo dietro, il kart è sbilanciato: il problema in quel caso va cercato più negli altri componenti dell'assetto (assale, mozzi, geometria) che nel cerchio.

Il cerchio nel trasferimento di carico

Il kart non ha sospensioni e non ha differenziale: ogni sollecitazione in curva viene scaricata direttamente dal telaio, attraverso l'assale e il mozzo, fino al cerchio e alla gomma. In questo sistema rigido, la rigidità del cerchio influisce su quanto quel carico arriva "pulito" alla gomma o viene in parte assorbito lungo il percorso.

Per questo il cerchio andrebbe sempre considerato parte dello stesso sistema di assali, mozzi e carreggiata, non un componente isolato.

Come riconoscere un cerchio da sostituire

Microfratture: soprattutto sui cerchi in magnesio, vicino ai fori di fissaggio o sul bordo esterno. Anche una fessura piccola è un motivo per sostituire subito il cerchio.

Ovalizzazione: un cerchio non più perfettamente circolare dopo un urto genera vibrazioni percepibili in rettilineo ad alta velocità.

Fori di fissaggio allargati: se il cerchio inizia a "ballare" leggermente sui bulloni anche a coppia corretta, i fori si sono usurati e il serraggio non è più affidabile.

Ossidazione profonda: normale col tempo, ma se intacca lo spessore del materiale in punti strutturali va sostituito, non solo pulito.

Domande frequenti

Meglio un cerchio in magnesio o in alluminio?

Dipende dalle condizioni: il magnesio dissipa il calore meglio, mantiene gomma e aria interna più fredde e stabili, quindi è preferito su asciutto, alta aderenza e turni lunghi. L'alluminio fatica a smaltire il calore, quindi fa salire prima la temperatura della gomma: è preferito su pista fredda, bagnata o nei formati brevi (ed è anche più resistente alla corrosione dell'acqua).

Perché esistono cerchi da 130 e 132mm, o da 210 e 212mm?

Sono varianti molto vicine pensate soprattutto per la compatibilità con il tallone di gomme di produttori diversi e per regolare di pochi millimetri quanto la gomma si sposta rispetto al mozzo. Non sono un grande strumento di messa a punto: quello si trova nel salto tra formati più distanti, come il 180mm della categoria Mini contro il 210-212mm di OK e KZ.

Un cerchio più largo o più stretto cambia davvero l'aderenza?

Sì, entro certi limiti: un cerchio più largo mette in tensione il fianco della gomma, riducendone la flessione e tendendo a liberare leggermente il retrotreno. Un cerchio più stretto lascia più flessione al fianco e aumenta l'aderenza meccanica immediata.

Come capisco se ho scelto il cerchio sbagliato?

Controllando la pressione della gomma prima e dopo il turno: un aumento oltre 0,25-0,30 bar (magnesio) o 0,30-0,35 bar (alluminio) indica che il kart sta scivolando. Anche l'aspetto della gomma aiuta: superficie secca e opaca significa poca aderenza, superficie "unta" e scura significa aderenza corretta.

Si possono raddrizzare cerchi lievemente ovalizzati?

Non è una pratica consigliata sui cerchi da competizione: dopo una deformazione, anche minima, la sicurezza strutturale non è più garantita. Meglio sostituire.

Vuoi un consiglio su quale cerchio monta meglio sul tuo assetto? Scrivici su WhatsApp, ti rispondiamo noi con l'esperienza di chi vive la pista.

Conclusione

Il cerchio non è un accessorio: è parte del sistema di trasferimento del carico e del calore del kart tanto quanto assale, mozzo e carreggiata, e anche la sua misura non è mai casuale. Scegliere materiale e larghezza giusti, e controllarli con regolarità, è una delle manutenzioni più semplici e più trascurate.

Dubbi o domande su questo argomento?

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Autore: Sergio – TKS RaceLab | Pubblicato: 17 Agosto 2026

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