Mozzi del kart: cosa fanno davvero e come si scelgono

Aggiornamento: 7 set

Il mozzo è probabilmente il componente più sottovalutato di tutto il kart. Non è solo il pezzo che tiene il cerchio sull'assale: la sua lunghezza, larghezza, posizione e persino la forma cambiano la rigidità dell'assale nel punto in cui è montato, e questo si traduce direttamente in aderenza e comportamento in curva.
Chi lavora sull'assetto conosce assali, gomme, geometria. Il mozzo resta spesso l'ultima variabile considerata, quando in realtà è una delle più economiche da modificare per un effetto reale in pista, e in molti casi basta spostarlo di pochi millimetri senza nemmeno cambiarlo.
Cosa fanno davvero i mozzi kart
Il mozzo è il pezzo cilindrico che si monta sull'assale (il tubo in acciaio che collega le due ruote posteriori) e a cui viene fissato il cerchio: è lui a trasmettere la rotazione dall'assale alla ruota. Non è solo un supporto meccanico: è anche un elemento di rigidità. Montato su un assale, il mozzo irrigidisce localmente il tratto di tubo su cui è calettato. Più il mozzo è lungo, più quel tratto di assale flette meno.
Su assali con diametro stretto (30-40mm, meno diffusi) questo effetto è molto marcato: la lunghezza del mozzo ha un impatto diretto e ben percepibile sull'aderenza posteriore. Sugli assali da 50mm di diametro, i più diffusi nel karting sportivo, l'assale è già di per sé molto rigido, quindi cambiare la lunghezza del mozzo produce un effetto più sottile, ma comunque reale: in questo caso, come vedremo, spesso conviene agire sulla posizione del mozzo o sull'assale stesso più che sulla sua lunghezza.
→ Leggi anche: Assali del kart: guida completa →
Mozzi lunghi o corti: cosa cambia
La regola generale, sia all'anteriore che al posteriore, è: mozzo più lungo, più rigidità nel punto di montaggio, più aderenza.
Al posteriore: un mozzo più lungo irrigidisce l'assale e tende a far "mordere" di più il posteriore sull'asfalto. Riducendo la parte di assale che lavora liberamente tra i cuscinetti e il mozzo, si ottiene generalmente più aderenza posteriore.
All'anteriore: vale lo stesso principio, ma con un'avvertenza in più: troppa aderenza davanti può rendere il kart "dritto" e poco disponibile a girare, soprattutto sui kart meno potenti. Nelle categorie più veloci si usano mozzi anteriori più lunghi (indicativamente 70-80mm) insieme a perni ruota di diametro maggiore, proprio perché lì più aderenza davanti aiuta. Un'eccezione importante è la pioggia: sul bagnato conviene sempre allungare i mozzi anteriori, in qualunque categoria, perché serve più aderenza davanti per far girare il kart quando la pista non ne offre.
Va sempre ricordato che questi sono punti di partenza, non regole fisse: il comportamento reale dipende anche da telaio, gomme e pista.



Il mozzo per correggere sottosterzo e sovrasterzo
Non serve sempre cambiare tutto il mozzo per correggere il comportamento del kart: spesso basta spostarlo di pochi millimetri sull'assale, cambiando quanto tratto di assale resta libero di flettere tra il cuscinetto esterno e la faccia interna del mozzo.
Se il kart sottosterza: fatica a girare e il posteriore sembra troppo "incollato" all'asfalto in ingresso e a centro curva. Allargando leggermente la carreggiata posteriore, spostando i mozzi verso l'esterno pochi millimetri alla volta (indicativamente 3 mm per lato come primo passo), aumenta il tratto di assale libero di flettere e il posteriore si libera.
Se il kart sovrasterza: il posteriore scivola già in ingresso o a centro curva. Stringendo leggermente la carreggiata posteriore, spostando i mozzi verso l'interno sempre pochi millimetri alla volta, si riduce il tratto di assale libero e aumenta l'aderenza posteriore.
Come riferimento pratico, che varia comunque da telaio a telaio: con gomma posteriore da 210mm la distanza standard tra il fine corona e la faccia del mozzo è indicativamente attorno ai 133mm; con gomma da 180mm attorno ai 140mm. Piccoli scostamenti da questi valori, pochi millimetri alla volta, sono il modo più comune di affinare il comportamento del posteriore senza cambiare nient'altro sul kart.
Tagliare l'assale: l'alternativa (o il completamento) al mozzo
Quando la sola posizione del mozzo non basta, tecnici e piloti esperti agiscono direttamente sull'assale, accorciandolo 10mm o più, per lato. Il principio è lo stesso della posizione del mozzo, ma più efficace: meno assale resta coperto dal mozzo, più la forza si concentra su un tratto corto e il mozzo ha più leva sull'assale. Si può accorciare anche un solo lato, per correggere il comportamento del kart solo nelle curve in una direzione.
I costruttori vendono direttamente assali di lunghezza diversa, così non serve tagliare quello che si ha già.
Materiale: alluminio o magnesio
Anche i mozzi seguono la stessa logica dei cerchi: l'alluminio ha una massa termica maggiore e trasferisce calore più rapidamente, quindi porta il sistema frenante/assale in temperatura prima, utile su pista fredda o bagnata. Il magnesio, oltre a essere più leggero (quindi riduce la massa rotante, un vantaggio per la reattività del kart), è anche più poroso e trattiene meno calore dell'alluminio: questo aiuta gomma e cerchio a non surriscaldarsi nei turni lunghi, risultando preferibile su condizioni di alta aderenza.
L'alluminio resta comunque una scelta valida, generalmente più economica e più tollerante agli urti.
Forma e montaggio del mozzo: dettagli che contano
Non tutti i mozzi sono uguali anche a parità di lunghezza e materiale. Il lato che tocca il cerchio può essere pieno e circolare, oppure lavorato con delle parti asportate: la versione piena appoggia su più superficie e irrigidisce leggermente di più l'insieme cerchio-mozzo.
Anche il numero di viti di bloccaggio conta: un mozzo con due o tre viti serra l'assale su un tratto più lungo ed è più rigido di uno con una sola vite.
Infine, alcuni mozzi sono lavorati internamente per tutta la lunghezza a contatto con l'assale, altri solo nella parte vicina alla vite: quest'ultima soluzione concentra la forza su un punto più piccolo, un po' come accorciare l'assale, e cambia la rigidità percepita anche a parità di lunghezza esterna del mozzo.
Segnali di usura da non ignorare
Gioco sull'assale: se il mozzo non è più perfettamente solidale con l'assale, si sente un leggero "gioco" torsionale, segno che le tolleranze si sono allargate.
Rigature interne: l'interno del mozzo a contatto con l'assale può rigarsi nel tempo, specialmente se montato e smontato spesso senza la giusta attenzione.
Cricche vicino alle viti di serraggio: punto critico da controllare visivamente con regolarità, soprattutto sui mozzi in magnesio dopo un urto.
Serraggio che non tiene più: se il grano o la vite di bloccaggio del mozzo si allenta ripetutamente anche dopo un serraggio corretto, il mozzo va sostituito.
→ Leggi anche: Carreggiata del kart: effetti sull'assetto e come regolarla → · La catena del kart: tensione, lubrificazione e sostituzione →
Domande frequenti
Un mozzo più lungo dà davvero più aderenza?
In generale sì, sia anteriore che posteriore: un mozzo più lungo irrigidisce localmente l'assale nel punto di montaggio, e questo aumenta l'aderenza in quella zona. L'effetto è più marcato sugli assali con diametro più stretto (30-40mm) che su quelli da 50mm di diametro, già rigidi di loro.
Come si corregge il sottosterzo o il sovrasterzo agendo sui mozzi?
Spostando i mozzi posteriori di pochi millimetri sull'assale: allargarli verso l'esterno libera il posteriore e aiuta contro il sottosterzo, stringerli verso l'interno aumenta l'aderenza posteriore e aiuta contro il sovrasterzo. Si procede a piccoli passi, pochi millimetri alla volta.
Si può tagliare l'assale invece di cambiare mozzo?
Sì, ed è una tecnica usata da tecnici e piloti esperti: accorciando l'assale di 5-10mm per lato si concentra la flessione su un tratto più corto, con un effetto simile ma più marcato rispetto a spostare solo il mozzo. Si può fare anche su un solo lato per correggere il kart in curve di una sola direzione.
Meglio mozzi in alluminio o magnesio?
Il magnesio è più leggero, riduce la massa rotante e trattiene meno calore, utile nei turni lunghi e ad alta aderenza. L'alluminio si scalda più in fretta, utile su pista fredda o bagnata, ed è generalmente più economico e più tollerante agli urti.
Ogni quanto vanno controllati i mozzi?
Un controllo visivo prima di ogni uscita, in particolare dopo urti o testacoda. Controllare periodicamente anche il gioco sull'assale e lo stato delle viti di serraggio.
Il mozzo va cambiato insieme al cerchio?
Non necessariamente: sono due componenti diversi con funzioni diverse (il mozzo lavora sulla rigidità dell'assale, il cerchio sulla gomma), ma vanno sempre pensati come parte dello stesso sistema quando si lavora sull'assetto.
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Conclusione
Il mozzo è probabilmente la variabile di messa a punto più economica e meno considerata di tutto il kart: cambia l'aderenza non solo con la sua lunghezza, ma anche con la posizione sull'assale, il materiale e persino la forma. Capire questi meccanismi, insieme all'assale che li supporta, è una competenza che fa la differenza tra chi guida e chi lavora davvero sul proprio kart.
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Autore: Sergio – TKS RaceLab | Pubblicato: 17 Agosto 2026
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