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Perché il kart sottosterza o sovrasterza: cause e come correggere l'assetto

  • Immagine del redattore: Sergio – TKS RaceLab
    Sergio – TKS RaceLab
  • 1 lug
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 4 lug


Infografica sottosterzo e sovrasterzo nel kart: comportamento in curva, cause e come correggere l'assetto

Il kart non gira come vuoi, oppure tende a scappare di dietro? Sono i due difetti di assetto più comuni — e più frustranti — del karting. Si chiamano sottosterzo e sovrasterzo. Capire cosa sono, da cosa dipendono e in quale punto della curva si presentano è il primo passo per risolverli, smettere di «andare a sensazioni» e ritrovare il tempo sul giro.


Cos'è il sottosterzo

Il sottosterzo è la perdita di aderenza dell'asse anteriore rispetto al posteriore. In parole semplici: l'avantreno non «morde», il kart fatica a girare e tende ad allargare la traiettoria verso l'esterno della curva.

Lo riconosci da una sensazione precisa: sei costretto a girare il volante molto più del necessario per far entrare il kart in curva o per tenerlo sulla linea che vuoi. Più sterzi e meno il kart risponde. Oltre a costarti tempo, il sottosterzo marcato consuma le gomme anteriori e rende la guida faticosa e poco divertente.


Cos'è il sovrasterzo

Il sovrasterzo è il problema opposto: questa volta è l'asse posteriore il più debole, quello che perde aderenza per primo. Il retrotreno tende a scivolare verso l'esterno e il kart «scappa di coda».

Anche qui la sensazione è inconfondibile: devi ridurre l'angolo di sterzo, o addirittura controsterzare (girare il volante dalla parte opposta) per non finire in testacoda. Un filo di sovrasterzo può aiutare a far ruotare il kart, ma quando è eccessivo diventa pericoloso e lentissimo, perché ti obbliga a «raddrizzare» continuamente invece di spingere.


Perché nel kart funziona diversamente dall'auto

Qui sta il punto che molti dimenticano: il kart non ha il differenziale e ha un assale posteriore rigido, in un solo pezzo. Le due ruote dietro girano sempre alla stessa velocità.

In curva, però, la ruota interna dovrebbe percorrere meno strada di quella esterna. Con un assale unico questo non può accadere, e il rischio è che il posteriore «trascini» e impedisca al kart di ruotare, generando proprio il sottosterzo. Il telaio risolve il problema con la geometria dell'avantreno (in primis il caster): quando sterzi, il telaio si flette e solleva leggermente la ruota posteriore interna da terra. Sollevandola, il kart è libero di ruotare attorno alla ruota esterna.

Tutto l'assetto del kart, in fondo, ruota attorno a questo equilibrio: far sollevare la ruota interna al punto giusto. Se si alza poco, hai sottosterzo; se l'effetto è troppo brusco o il posteriore è troppo «scarico», scappa di dietro. Per questo le stesse regolazioni agiscono su entrambi i problemi, in direzioni opposte.


Le due cause: la guida o il mezzo

Sottosterzo e sovrasterzo hanno sempre due possibili origini, ed è un errore fermarsi alla prima:

• Lo stile di guida. Entrare troppo forte, sterzare di colpo, frenare male o nel punto sbagliato può «creare» un sottosterzo o un sovrasterzo che con l'assetto non c'entrano nulla. Prima di mettere mano alle chiavi, chiediti sempre se il difetto non sia nel modo di guidare.

• Il setup del kart (e lo stato delle gomme). Un assetto sbilanciato, o gomme consumate in modo diverso, cambiano completamente il comportamento. Una gomma posteriore finita, per esempio, genera sovrasterzo anche con un setup perfetto.

Regola pratica: prima controlla pressioni e usura delle gomme, poi guarda la guida, e solo alla fine intervieni sull'assetto.


Conta la fase della curva

Questo è il segreto che fa la differenza tra chi indovina e chi risolve: il sottosterzo (o il sovrasterzo) non è uguale in tutta la curva. Una curva si divide in tre fasi — ingresso, centro corda e uscita — e lo stesso difetto può comparire solo in una di queste. La correzione cambia a seconda di dove si manifesta. Per capirlo davvero, una sessione di telemetria con l'Alfano 7 aiuta a vedere nei dati ciò che a volte la sensazione confonde.


Come correggere il sottosterzo

L'obiettivo è dare più aderenza all'anteriore (o togliere «solidità» al posteriore). A seconda della fase:

Sottosterzo in ingresso (il kart fatica a entrare):

• Allargare la carreggiata anteriore: aumenta il potenziale di grip dell'avantreno per tutta la curva. È spesso la prima mossa.

• Aprire la convergenza: migliora la direzionalità e l'ingresso. Attenzione a non esagerare, perché troppa apertura consuma le gomme in rettilineo e fa perdere un filo di velocità di punta.

• Ridurre di qualche millimetro la carreggiata posteriore: «scarica» il posteriore in ingresso e centro curva.

Sottosterzo in centro/uscita (entra ma non tiene la corda):

• Allargare la carreggiata anteriore e aumentare l'angolo di caster: entrambi migliorano la rotazione, facendo sollevare più facilmente la ruota interna posteriore.

• Montare la barra di irrigidimento anteriore per dare più precisione all'avantreno.

• Arretrare leggermente la posizione di guida, così l'asse anteriore lavora meno «saturo».


Come correggere il sovrasterzo

Qui l'obiettivo è opposto: dare stabilità al posteriore (o togliere «aggressività» all'anteriore).

Sovrasterzo in ingresso (il posteriore arriva lungo in frenata):

• Allargare la carreggiata posteriore: dà più appoggio e stabilità al retrotreno.

• Chiudere la convergenza anteriore: rende l'avantreno meno «nervoso» in inserimento.

Sovrasterzo in uscita (scappa di dietro quando riapri il gas, spesso con sensazione di poca trazione):

• Stringere la carreggiata anteriore o ridurre il caster, per togliere un po' di aggressività davanti.

• Ridurre la carreggiata posteriore per ritrovare trazione in uscita.

• Controllare le gomme posteriori: se sono consumate o alla pressione sbagliata, sono spesso loro la vera causa.


Le tre regole d'oro

• Una modifica alla volta. Cambia un solo parametro, prova in pista, valuta. Se tocchi più cose insieme non saprai mai cosa ha funzionato.

• Piccoli passi. Sulla carreggiata si lavora di un millimetro alla volta: nel kart anche pochi mm cambiano tutto.

• Parti dal semplice. Pressioni e usura gomme, poi la guida, infine l'assetto. Spesso il «problema di setup» era una gomma scarica.


Quando non è il kart, sei tu (e va bene così)

Lo diciamo da chi vive di pista: gran parte dei sottosterzi e sovrasterzi che i piloti attribuiscono al mezzo nascono in realtà dallo stile di guida. Imparare a sentire dove e quando il kart molla è metà del lavoro. È esattamente quello su cui lavoriamo con i piloti durante le giornate di Arrive & Drive: mezzo pronto, dati alla mano e qualcuno che ti aiuta a capire se a sbagliare è il kart o la tua guida.


In sintesi

Sottosterzo = l'anteriore non gira. Sovrasterzo = il posteriore scappa. Le leve per correggerli sono quasi sempre le stesse — carreggiata, convergenza, caster, sedile e gomme — usate in direzioni opposte e, soprattutto, in funzione della fase della curva in cui compare il difetto. Procedi con metodo, una modifica alla volta, e il kart tornerà a fare quello che gli chiedi.

Per approfondire le singole regolazioni leggi le nostre guide su geometria dell'assetto, carreggiata anteriore e posteriore e pressione delle gomme. Mozzi, distanziali e ricambi per regolare la carreggiata li trovi nel nostro shop.


Domande frequenti

Qual è la differenza tra sottosterzo e sovrasterzo?

Nel sottosterzo l'anteriore perde aderenza e il kart non gira, allargando la traiettoria verso l'esterno. Nel sovrasterzo è il posteriore a perdere aderenza e a scivolare: il kart tende a «scappare di coda».

Perché il mio kart non gira in curva (sottosterza)?

Le cause sono due: lo stile di guida oppure l'assetto (compresa l'usura delle gomme anteriori). Sull'assetto, di solito si allarga la carreggiata anteriore, si apre la convergenza o si aumenta il caster; conta anche in quale fase della curva compare il difetto.

Come si corregge il sovrasterzo?

Dando stabilità al posteriore: allargare la carreggiata posteriore, chiudere la convergenza anteriore, ridurre il caster e controllare usura e pressione delle gomme posteriori.

Perché nel kart il comportamento è diverso da un'auto?

Perché il kart non ha differenziale e ha l'assale posteriore rigido: per farlo ruotare in curva, la geometria dell'avantreno (in primis il caster) solleva leggermente la ruota posteriore interna.

Dubbi o domande su questo argomento?

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Leggi anche: Geometria del kart (caster, camber, convergenza) — Carreggiata anteriore e posteriore — Pressione gomme nel karting

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Autore: Sergio – TKS RaceLab | Pubblicato: 1 Luglio 2026

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