Telai Formula K: gamma, categorie e come scegliere il telaio giusto
- Sergio – TKS RaceLab

- 17 ago
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 2 giorni fa

Formula K è uno dei marchi di telai da competizione più vincenti al mondo, ma dietro il nome c'è un gruppo industriale che produce anche per altri brand di riferimento del karting internazionale. Capire chi c'è dietro il marchio, come è fatta la gamma e cosa cambia tra un modello e l'altro aiuta a scegliere il telaio giusto senza farsi guidare solo dal nome.
In TKS RaceLab distribuiamo la gamma Formula K. In questa guida ti spieghiamo chi produce questi telai, come è strutturata la gamma e come orientarti tra i modelli in base alla tua categoria.
Chi è Formula K
Formula K è uno dei marchi prodotti da IPK, Innovative Products for Karting, azienda con sede a Salizzole, in provincia di Verona. Il gruppo nasce nel 2011, quando l'imprenditore ceco Peter Ptacek rileva lo storico marchio automobilistico Praga, fondato in Repubblica Ceca nel 1907, e decide di investire nel karting. Dalla sede italiana escono oggi i telai a marchio Praga Karts, il brand più noto del gruppo, insieme a Formula K, OK1 e RS.
Formula K ha un proprio racing team ufficiale, che partecipa alle gare più importanti del calendario internazionale, e condivide con gli altri marchi del gruppo la stessa filosofia produttiva: componenti sviluppati e realizzati internamente, a eccezione di carrozzeria, ruote e volante, commercializzati sotto il marchio IPK Engineering.


Un gruppo tra i più grandi del karting mondiale
A differenza di altri marchi più simili a una realtà di nicchia, IPK è uno dei maggiori produttori di telai al mondo, insieme a gruppi come OTK, CRG e Birel ART. Formula K, in particolare, ha conquistato il titolo Mondiale FIA Karting KZ nel 2020, la categoria regina del karting a marce, con il telaio EVO 30.
Un dettaglio che racconta bene la filosofia produttiva di IPK: a differenza di molti concorrenti che saldano i telai in modo robotizzato, IPK salda le proprie scocche interamente a mano, con tecnica MIG a filo continuo e protezione di gas. Il processo manuale richiede più tempo, mediamente circa 2 ore e 15 minuti per telaio contro i circa 40 minuti di una saldatura robotizzata, ma permette il controllo di ogni singola saldatura da parte dell'operatore specializzato. Anche la piegatura dei tubi avviene con una piegatubi automatizzata ad azionamento elettrico, che garantisce una precisione al decimo di grado, evitando le variazioni tipiche dei sistemi idraulici legate alla temperatura dell'olio.
La gamma dei telai Formula K, modello per modello
Dragon EVO3: è il modello di punta della gamma Junior/Senior, oggi alla sua terza evoluzione (debuttata nel 2025). La scocca è realizzata interamente con tubi da 30 mm di diametro, generalmente con spessore di 2 mm. Gli accessori di serie sono in lega di alluminio leggero, con mozzi in lega di magnesio disponibili come optional. Il telaio è omologato CIK-FIA con numero di omologazione 006-CH-90, valido fino alla fine del 2027.
Fighter: condivide con il Dragon l'impostazione generale e la stessa architettura XS1/XS3, con una messa a punto pensata in particolare per le categorie che utilizzano gomme dure. È la seconda linea Junior/Senior della gamma, per chi cerca un comportamento diverso rispetto al Dragon a parità di categoria.
Baby e Mini Monster EVO 3: sono i modelli dedicati alla categoria Mini, pensati per i piloti più giovani che muovono i primi passi in pista.
→ Leggi anche il confronto diretto: Maranello MK3 vs Formula K Dragon EVO3: Quale Telaio OK?
Perché il telaio è la vera sospensione del kart
Il kart non ha ammortizzatori né molle: a differenza di qualsiasi altro veicolo da competizione, l'unico elemento che assorbe le sollecitazioni e trasferisce il carico tra le quattro ruote è la flessione controllata del telaio stesso. È per questo che il diametro e lo spessore dei tubi non sono un dato tecnico secondario, ma la variabile principale attraverso cui un costruttore come IPK decide come il kart si comporta in curva: un telaio più rigido trasferisce il carico più rapidamente e restituisce più aderenza meccanica nelle curve veloci, ma perdona meno gli errori di guida; un telaio più flessibile lavora meglio a bassa aderenza e su asfalti con poco grip, perché la scocca stessa aiuta a caricare la ruota interna in percorrenza di curva.
Sul Dragon EVO3, i tubi da 30 mm con spessore 2 mm non sono quindi solo una specifica dimensionale: sono la scelta con cui IPK bilancia rigidità e flessibilità per la categoria Junior/Senior, mentre il Fighter, pur condividendo l'architettura XS1/XS3, ottiene un comportamento diverso a parità di categoria attraverso una messa a punto della scocca pensata per le gomme dure, che in genere richiedono meno flessione per generare aderenza.
XS1 e XS3: perché lo stesso telaio cambia in base alla trasmissione
Sia il Dragon EVO3 sia il Fighter sono omologati sia in configurazione a presa diretta sia a marce: la versione XS1 è pensata per le categorie Shifter come la KZ, la XS3 per le categorie a presa diretta come OK e OK Junior. Le differenze tra le due versioni sono minime e riguardano soprattutto il supporto per la leva del cambio e la piastra di fissaggio della pinza freno: con l'ultima evoluzione EVO3 sono stati standardizzati anche i supporti cuscinetto tra le due versioni, per ridurre il numero di varianti in produzione.
→ Leggi anche: Geometria del kart: guida completa a caster, camber, convergenza e Ackermann · Telaio e motore: come lavorano insieme in pista
Come scegliere il Formula K giusto
Tre passaggi, in ordine:
Parti dalla categoria. KZ → Dragon EVO3 o Fighter in versione XS1. OK/OK Junior → Dragon EVO3 o Fighter in versione XS3. Mini → Baby o Mini Monster EVO 3. È il primo filtro, e non è negoziabile: l'omologazione e l'allestimento seguono la categoria.
Poi il tipo di gomma e di pista. Il Fighter nasce pensato per le gomme dure, il Dragon EVO3 è il riferimento generale della gamma: la scelta tra i due dipende dalle condizioni con cui corri più spesso.
Infine il livello di guida. Un telaio da competizione richiede una messa a punto costante per rendere al meglio: se sei alle prime esperienze agonistiche, il supporto di un rivenditore o di un team per la messa a punto iniziale fa spesso più differenza del modello scelto.
Domande frequenti
Chi produce i telai Formula K?
IPK, Innovative Products for Karting, azienda con sede a Salizzole (Verona) che produce anche i marchi Praga Karts, OK1 e RS. Formula K ha un proprio racing team ufficiale ed è uno dei marchi con maggior palmarès nel karting internazionale.
Che differenza c'è tra Dragon EVO3 XS1 e XS3?
La XS1 è la versione per le categorie a marce come la KZ, la XS3 per la presa diretta come OK e OK Junior. Le differenze riguardano soprattutto il supporto della leva cambio e la piastra pinza freno, mentre i supporti cuscinetto sono standardizzati tra le due versioni.
Che diametro hanno i tubi del telaio Dragon EVO3?
La scocca è realizzata interamente con tubi da 30 mm di diametro, generalmente con spessore di 2 mm.
Formula K fa telai anche per il Mini?
Sì, con i modelli Baby e Mini Monster EVO 3, pensati per i piloti più giovani.
Il telaio Dragon EVO3 è omologato CIK-FIA?
Sì, con numero di omologazione 006-CH-90, valido fino alla fine del 2027. Come per tutti i telai da competizione, la fiche va sempre verificata per la categoria e il ciclo di omologazione in corso.
Non sai quale Formula K scegliere per la tua categoria? Scrivici su WhatsApp, ti aiutiamo a orientarti.
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Conclusione
Formula K porta in pista l'esperienza di uno dei gruppi produttivi più importanti del karting mondiale, con una filosofia costruttiva riconoscibile: saldatura manuale, componenti sviluppati internamente e una gamma organizzata per categoria più che per marketing. Scegli partendo dalla tua categoria, poi dal tipo di gomma e pista su cui corri più spesso, e avrai un telaio costruito per quello che fai davvero in pista.
Dubbi o domande su questo argomento?
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Autore: Sergio – TKS RaceLab | Pubblicato: 17 Agosto 2026
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